
Le Parole che Contano: Assertività tra stereotipi e vita reale
Ti è mai capitato di sentir parlare di stili comunicativi e di assertività?
L'assertività è tanto discussa quanto tanto difficile da attuare. L'etimologia, dal latino, ci dice che significa: affermazione di sé.
Essere assertivə significa saper comunicare bene le proprie emozioni, facendo valere il proprio punto di vista.
Abbastanza difficile, vero?
Proviamo a capire come possiamo allenarci ad essere assetive.
Indice
Una introduzione: andiamo al cinema
Di solito con gli argomenti astratti mi piace partire da un’immagine, meglio se cinematografica. Così mi (e vi) chiedo: se doveste pensare in tre secondi ad un “personaggio assertivo” del grande schermo, chi vi verrebbe in mente?
Se penso ad un personaggio donna, ricordo Erin Brockovich in “Forte come la verità”: una madre single che sfida un colosso industriale per difendere una comunità.
Oppure, on the light side, la spumeggiante Elle, di “La rivincita delle bionde”, o meglio Legally blonde che utilizza positivamente tutta la sua conoscenza del femminile per vincere una causa, sfidando i pregiudizi di un mondo di avvocati che non la considerano all’altezza.
Se invece dovessi su due piedi richiamare alla mente un personaggio maschile, direi probabilmente Carl, protagonista di Yes Man, in cui un represso Jim Carrey si trova ad accettare e prendere parte ad una serie di bizzarre attività, ritrovando il “potere del sì” in un percorso di crescita individuale salvo poi rendersi conto che anche accettare tutto è un altro estremo, forse dannoso quanto il rifiuto assoluto.
Quando ho pensato alle differenze tra queste figure mi sono resa conto di qualcosa che in realtà è quasi ovvia: per le donne l’assertività non è semplicemente imparare a dire “sì” alle opportunità, o affermare con convinzione le proprie opinioni, è quasi un atto di ribellione e di sfida.
Carl, come Yes Man invece, non deve lottare contro le stesse barriere di Erin, o di Elle, o di tutti i personaggi femminili a cui avete pensato. Il suo percorso verso l’assertività è privo di ostacoli strutturali e aspettative di genere.
Ma cosa significa, nella vita reale, essere assertivi? Scopriamolo insieme.

Carl, come Yes Man invece, non deve lottare contro le stesse barriere di Erin, o di Elle, o di tutti i personaggi femminili a cui avete pensato. Il suo percorso verso l’assertività è privo di ostacoli strutturali e aspettative di genere.
Ma cosa significa, nella vita reale, essere assertivə? Scopriamolo insieme.
Cosa significa essere assertivə?
Adottare uno stile di comunicazione assertivo significa esprimere le proprie idee, opinioni e bisogni in modo chiaro, diretto e rispettoso, senza prevaricare gli altri né permettere agli altri di prevaricare su di noi. È un equilibrio tra il rispetto per sé stessi e per gli altri, che consente di mantenere relazioni sane e costruttive, sia in ambito personale che professionale.
Esistono altri tre principali stili di comunicazione, che si differenziano dall’assertività e presentano dinamiche meno equilibrate: comunicazione passiva, aggressiva e passivo-aggressiva.
Uno stile di comunicazione assertivo è caratterizzato da chiarezza e sicurezza, rispetto reciproco, capacità di dire di no, linguaggio del corpo coerente, promuove il rispetto reciproco, risolve i conflitti in modo sano e consente a tutti i coinvolti di sentirsi ascoltati e apprezzati. Per le donne, in particolare, adottare uno stile assertivo è un potente strumento per superare gli ostacoli del gender gap, affermare la propria competenza e creare un ambiente di lavoro più inclusivo ed equo.
Linguaggio e Assertività: approfondimenti pratici
Per sviluppare uno stile di comunicazione assertivo è importante adottare tecniche che permettano di esprimere chiaramente i nostri bisogni, desideri e opinioni senza prevaricare o sottostare agli altri.
Ecco alcune strategie e consigli pratici per allenarsi all’assertività nella vita quotidiana, con esempi utili. Affermare i propri bisogni in modo positivo.
È importante esprimere ciò di cui abbiamo bisogno in modo chiaro e rispettoso, senza aggredire l’interlocutore. Piuttosto che concentrarsi su cosa l’altro ha fatto di sbagliato, è utile parlare in termini di proposte e soluzioni. In questo modo, il messaggio diventa collaborativo e positivo, evitando sia il rischio di sottomettersi che di risultare troppo esigenti.
- Esempio negativo (passivo): “Non importa, fai tu come preferisci”.
- Esempio positivo (assertivo): “Preferirei che prendessimo una decisione insieme, così possiamo assicurarci che soddisfi entrambi”.

Facciamo un esempio specifico e concreto
Per essere assertivi, è essenziale essere specifici su ciò che si desidera o su cosa non va. Espressioni vaghe creano confusione e possono portare a frustrazione o incomprensioni. Meglio specificare in quale contesto ci si esprime. La precisione aiuta a indirizzare la conversazione verso una soluzione, piuttosto che lasciare spazio a fraintendimenti.
- Esempio negativo (vago): “Non mi sento apprezzato al lavoro”.
- Esempio positivo (assertivo): “Ho notato che il mio contributo al progetto non è stato menzionato durante la riunione. Mi piacerebbe ricevere un feedback o riconoscimento per i miei sforzi”.
Prepararsi a negoziare: L’assertività non significa insistere per avere sempre ragione. Spesso comporta la capacità di negoziare soluzioni che rispettino i propri bisogni, ma anche quelli degli altri. Un buon approccio è proporre alternative che funzionino per entrambe le parti, senza dover “vincere” la discussione a tutti i costi. In questo modo, si apre un dialogo che mira a trovare un compromesso, mantenendo comunque fermo il proprio punto di vista.
- Esempio negativo (passivo): “Va bene, facciamo come dici tu, anche se non mi piace”.
- Esempio positivo (assertivo): “Capisco il tuo punto di vista e sono d’accordo in parte. Potremmo considerare anche questa soluzione, così entrambi possiamo trarre vantaggio?”.
Imparare a dire "no" in modo fermo e rispettoso
Dire “no” è una delle sfide più difficili, soprattutto per chi tende alla comunicazione passiva. Tuttavia, rifiutare in modo assertivo permette di preservare la propria integrità senza ferire o deludere gli altri. Il segreto è rifiutare in modo deciso ma rispettoso. Un “no” assertivo non lascia spazio a equivoci e fa capire che si rispetta il proprio tempo e le proprie priorità, pur rimanendo gentili.
- Esempio negativo (passivo): “Forse posso farlo, ma non prometto nulla”.
- Esempio positivo (assertivo): “Apprezzo che tu me lo abbia chiesto, ma non posso accettare questo impegno al momento. Preferirei concentrarmi sui progetti che ho già in corso”.
Questi esempi di assertività sono solo una breve introduzione al tema, ma esistono molte risorse per approfondire ulteriormente. Alcuni titoli che mi sento di consigliare sono “Potere alle parole. Perché usarle meglio”, di Vera Gheno, che esplora il ruolo del linguaggio nella comunicazione assertiva, “Stai zitta” di Michela Murgia, che offre spunti sulla relazione tra linguaggio e potere nella società. Oppure “You Just Don’t Understand: Women and Men in Conversation”, dove Deborah Tannen analizza le differenze nella comunicazione di genere e come queste influenzino le dinamiche di potere e assertività.
Siamo Pronte a Fare la Differenza?
Imparare a essere assertivi non significa solo migliorare la propria comunicazione, ma anche sviluppare una nuova consapevolezza del proprio valore e delle proprie capacità. L’assertività è uno strumento di empowerment che aiuta a combattere la disuguaglianza di genere, sfidando gli stereotipi e promuovendo l’uguaglianza.
E tu? Anche tu come me, bene ma non benissimo? Cosa funziona per te e cosa ti sembra ancora una sfida? Il confronto è il primo passo verso il cambiamento!
Condividi con noi le tue esperienze e i tuoi dubbi, come vivi l'assertività?

Mara D'Ecclesia
Women Leader