
Empowerment kit per la mascolinità rivoluzionaria
"Volevo essere un Duro" a Sanremo: Lucio Corsi ci ha ricordato come poter essere alleatə nella parità di genere
E anche un altro Sanremo è andato. C’è chi lo guarda con passione, chi lo snobba, chi è neutrale, ma inevitabilmente ogni anno la famosa kermesse ligure lascia un segno nella cultura di massa. E anche nei meme.
Indice
"Volevo essere un duro" e la mascolinità rivoluzionaria
E anche un altro Sanremo è andato. C’è chi lo guarda con passione, chi lo snobba, chi è neutrale, ma inevitabilmente ogni anno la famosa kermesse ligure lascia un segno nella cultura di massa. E anche nei meme.
Tra i momenti migliori di questo festival mi piace ricordare Bianca Balti che contrasta a colpi di chiffon la retorica della malattia, Geppi Cucciari che per una serata ha dimostrato che forse questi spettacoli possono e devono avere più edizioni a conduzione femminile, e Giorgia che ha cantato di come l’amore per se stessi è la cura per la paura di rimanere solə.
Tuttavia, in questa edizione dell’empowerment kit di Women Lead (qui trovi un altro empowerment kit) vorrei puntare i riflettori sulla rivelazione Lucio Corsi.
“Volevo essere un duro” ha fatto breccia nel cuore del pubblico. Lucio Corsi ci ha ricordato, in punta di piedi, il diritto ad essere fragili. Una canzone che inneggia alla fragilità, all’essere se stessi, è un dettaglio che non deve passare inosservato, soprattutto in un podio tutto al maschile.
Questo esordiente artista ha portato delicatezza e poesia su un palco pieno di retorica. Tra quelle strofe ho visto una forma di mascolinità che non è tossica. Anzi, la definirei rivoluzionaria.
Un messaggio di questo tipo, condiviso in una vetrina così grande forse tra un po’ potrà perdersi nell’eco delle hit, delle polemiche e del gossip, ma a me ha dato speranza e ricordato che la strada per una vera parità di genere non è un viaggio da fare da sole.

Anche gli uomini hanno un ruolo fondamentale in questa grande trasformazione culturale e sociale verso la parità di genere. Gli uomini non sono solo spettatori ma possono essere alleati attivi e consapevoli.
In questo empowerment kit, condividiamo qualche ispirazione utile a riflettere insieme, tuttə, sul ruolo di “alleatə” nel raggiungere la parità di genere.
Chi è l’alleatə della parità di genere?
È una persona che riconosce i propri privilegi, mette in discussione i modelli tossici di mascolinità e si impegna a creare ambienti sociali, di lavoro e di condivisione inclusivi.
L’alleatə è chi non ha paura di mettere da parte l’ego per lasciare spazio a voci diverse.
Un vero alleatə non si limita a “supportare” passivamente. Partecipa attivamente, si educa sui temi di genere, sfida le disuguaglianze e utilizza la propria posizione di potere per aprire porte che troppo spesso restano chiuse per le donne.
Per farlo, è essenziale riflettere sul proprio ruolo nella società e sull’evoluzione dello stesso. Proprio qualche giorno fa mi è capitato di leggere un post di Factanza Media: è un sondaggio dove ci raccontano che il 94% degli uomini italiani ha sentito, almeno una volta nella vita, la pressione di dimostrarsi virile, con la conseguenza che il 63% nasconde la propria vulnerabilità e il 51% fatica a esprimere le emozioni.
Per soddisfare il bisogno di equità, collaborazione ed empatia che favorisce la parità di genere, il modello tradizionale di mascolinità – spesso costruito su rigide aspettative di forza, dominio e successo a ogni costo- deve essere messo in discussione.
Scardinare questo ideale di mascolinità è il primo passo per plasmare una società di pari opportunità, in cui tutti possano realizzare il proprio potenziale senza limitazioni imposte da stereotipi e squilibri di potere.

Fare la differenza è possibile
Per tuttə quellə che si chiedono come fare la differenza, il messaggio è chiaro: è tempo di agire. Essere parte attiva del cambiamento significa non solo riconoscere l’importanza dell’emancipazione femminile, ma anche trasformare il proprio comportamento. Più persone si uniscono al processo, più il cambiamento diventa tangibile.
Ma se agire ancora sembra “troppo”, se i contesti in cui ci muoviamo, lavoriamo, usciamo ogni giorno sono permeati da una visione ancora troppo stantia dell’interazione uomo-donna, allora lascerò qui solo qualche ispirazione, qualche punto di vista diverso.
Come piccole, innocue molliche, ecco qui storie che possono portarci a qualche nuova riflessione.
Conoscere e riflettere
Ecco una selezione di contenuti che tra il serio e il faceto (quanto mi piace questo modo di dire) esplorano il ruolo degli uomini nell’empowerment femminile e la dinamica tra i generi.
Per quanto riguarda i film, ci sarebbe una infinità di titoli da nominare e una ancora più infinita gamma di sfaccettature che si potrebbero cogliere anche solo tra dei personaggi secondari di film insospettabili: la figura “positiva” dell’alleato è un archetipo comune a moltissimi lungometraggi.
Ammetto che trovare uomini con il ruolo di “alleato” di una protagonista donna, che per di più vada contro gli stereotipi, non è semplicissimo. Se vi va di condividere altri contenuti, lasciate pure un messaggio!
Per cominciare, sarò leggera e suggerirò “The Intern” (Lo stagista inaspettato), un film che, non privo di clichè, esplora l’amicizia professionale tra una donna imprenditrice e un uomo che diventa un sostegno prezioso nel suo percorso. Tratta anche -sempre molto ironicamente- il tema dell’ageismo, il pregiudizio legato all’età.
Passiamo alle serie TV: “Machos Alfa”. Questa serie comica made in Spain è alla sua terza stagione ed esplora ai limiti del grottesco il percorso di 4 amici che mettono in discussione il modello tradizionale di mascolinità attraverso un maldestro percorso di “decostruzione”. Da guardare, fa ridere ma anche riflettere.
“La volontà di cambiare” è il titolo di un libro che qualcuno potrà trovare un po’ controverso, dato lo stile diretto e univoco con cui Bell Hooks (anzi bell hooks, perché si firmava senza maiuscole) mette su carta le sue riflessioni sulla mascolinità tossica, sull’inclinazione maschile alla violenza e all’assenza di emozioni, ma soprattutto sulla rivoluzione affettiva necessaria per immaginare una società nuova, in cui nessuno debba più avere paura del proprio universo sentimentale.
“Tutti gli uomini” di Irene Facheris è un podcast che esplora il ruolo degli uomini nella lotta contro la violenza di genere, proprio attraverso le loro voci. Ultimamente ha pubblicato una puntata dal titolo “E se poi mi giudicano meno uomo?” che si focalizza sulle aspettative di genere.
Riflettere sul ruolo di ognuno nella società, evitare di fermarsi alle apparenze e cercare di andare oltre gli stereotipi, andare oltre il voler essere un duro “che non gli importa del futuro”, può aiutarci a capire come dare ad ogni voce lo stesso peso, a far sì che ogni persona trovi lo spazio per brillare.
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Mara D'Ecclesia
Women Leader